La noia dei bambini…e la mia

 Tornano puntuali, almeno ogni paio di anni, articoli, come quello appena pubblicato da La27ora del Corriere della Sera, che sottolineano quanto la vita dei bambini oggi sia affollata di impegni  extrascolastici. Pochi aggiungono che, di conseguenza, lo è anche quella dei genitori, che si sentono intrappolati tra il sacro diritto a tirare il fiato e il senso di colpa se il figlio non partecipa ad almeno  ad un paio di corsi settimanali.

A parte qualche ora di nuoto e di inglese in epoca preadolescenziale, ricordo che, una volta finiti i compiti, dal tardo pomeriggio in poi, io ero, fortunatamente, sempre libera di annoiarmi in santa pace, a televisione rigorosamente calmierata a mezz’ora al giorno. 

E’ stato il tempo delle letture e riletture, ore trascorse con il naso infilato tra le pagine a vivere le vite di carta dei protagonisti dei libri di cui era piena la casa. E’ stato il tempo delle letture lecite dei classici per l’infanzia e di quelle rubate dagli scaffali dei libri dei grandi e divorate di nascosto, a letto, la sera. E’ stato il tempo delle costruzioni Lego e della progettazione infinita e mutevole di edifici colorati e multifunzionali, con gli alberi sul tetto. E’ stato il tempo dei giochi con i figli dei vicini, in giardino o nel campetto in fondo alla strada: palla avvelenata, nascondino, unduetrestella. Adesso dove giocano i bambini?

Erano altri tempi. In questi giorni la noia non mi è più molto piacevole. Guardo sconsolata prima il sole che splende e poi le stampelle  e mi chiedo perché, se proprio devo, io non possa farmi male in inverno…

(provenienza foto: google images)

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3 commenti to “La noia dei bambini…e la mia”

  1. i lego, i puffi e le case disegnate sul retro delle scatole da scarpe, i giri in bici per il giardino del condominio, le barbie, i puzzle che facevi e disfavi ogni volta, qualche dolce o lavoretto fatto con un genitore…
    altri tempi, decisamente migliori!

  2. Annoiarsi? Ti annoi se hai sempre qualcuno che ti dice quando, come, cosa e dove devi fare qualcosa, se non hai mai avuto modo di far lavorare il cervello per trovarti delle occupazioni… come quelli che fanno tragedie quando devono andare in pensione (“Ma dopo come farò a passare il giorno???”).
    Ricordo che – tempi delle medie – un anno ci fu da discutere con i miei perchè io non volevo andare al CRE estivo: mi lasciava troppo poco tempo per giocare a casa!!
    Magari sono semplicemente così io di carattere (ma a leggere quello che avete scritto sopra mi viene anche da pensare che non sono una mosca bianca), ma questa cosa di avere bisogno di un po’ di tempo ogni tanto per “non fare nulla” (che poi nulla non è, semplicemente decido io sul momento come impiegare “l’ora d’aria) m’è rimasta anche adesso…

    • Ciao, e benvenuta! Viva l’ozio creativo: sembri immobile e invece recuperi le energie, pensi, fantastichi, rielabori, mediti, leggi…e guai a chi mi tocca l’ora d’aria, soprattutto la domenica nel tardo pomeriggio, per preparami pigramente all’inizio della nuova settimana!

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