Tre libri – Giovanni Guareschi – Ian McEwan – Veronica Tomassini

Il preferito: Giovanni Guareschi “Il destino si chiama Clotilde”

Lungi dall’essere una novità editoriale: semplicemente mi ci sono affezionata 25 anni fa e spesso lo rileggo. Guareschi è uno degli autori che preferisco: prosa semplice; utilizzo magistrale di un vocabolario e di un registro linguistico volutamente limitati, ma non per questo limitanti; storie di gente comune, tipi che tutti noi potremmo conoscere; piccole e grandi verità. Si tratta di un romanzo umoristico, scritto con uno stile che fa il verso ai romanzi ottocenteschi, e che racconta le improbabili storie di  Clo e Fil, Ketty e Giorgino, Pio Pis e Settembre. E riesco ancora a riderne, anche se ormai conosco le battute a memoria. Questo è uno dei miei brani preferiti.

“Vanno bene cento dollari a testa per i tuoi uomini?” domandò Giorgino che non vedeva l’ora di rispedire i venti contrabbandieri. “Macchè!” rispose Ketty. “Bastano cinquanta. Non cominciamo a sperperare il nostro denaro.” Giorgino, con mani tremanti, trasse di tasca venti biglietti da cinquanta dollari e li porse a Ketty. Ketty uscì e chiamò Bill. “Bill, dovete tornare immediatamente: il colpo che si doveva fare è andato male: eccoti cinquecento dollari. Fai stare allegri gli uomini. Io resto.” Davanti a cinquecento dollari Bill non discuteva. Chiamò a raccolta gli uomini. “Ragazzi, il colpo è andato male e bisogna filare alla svelta. Ketty però ha pensato a voi e di tasca sua vi dà cinquanta dollari per berci sopra. Tenete: date la loro parte anche a quei cinque che sono rimasti sul battello.”. Il Jeannette accostò e Bill seguito dai quindici uomini tornò a bordo. “Come è andata?”, chiesero i cinque disgraziati che erano rimasti alle macchine e al timone. “Male”, risposero gli altri, ” colpo a vuoto. Non c’è rimasto neanche un dollaro per berci sopra”.

Quello che ho letto ma non ho ancora deciso se mi piace o no : Ian McEwan “Chesil Beach”

Il libro è scritto benissimo. La vicenda si svolge nell’arco di poche ore e racconta la prima notte di nozze dei due giovani protagonisti, che arrivano alla camera da letto del tutto inesperti, complessati e impreparati. La rivoluzione sessuale è alle porte ma per loro arriverà troppo tardi. Eppure sarebbe bastato poco per essere felici. Questo è il racconto di un dramma che nasce dalla incapacità di trovare le parole per superare la paura. Questo è il racconto di una storia triste. Non lo rileggerò.

Quello che ho chiuso senza finirlo:  Veronica Tomassini “Sangue di cane”

Io lo so che mi sto perdendo uno dei migliori libri usciti di recente. Sono consapevole che l’autrice è una che sa il fatto suo e possiede una voce originale e particolare. Ho provato due volte, poi mi sono arresa dopo cinque pagine. E’ più forte di me: non sono pronta per questo genere di stile.


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