Referendum emotivi

Di tutte le esternazioni degli ultimi mesi penso che questa sia stata la più offensiva in assoluto. Questa volta non è diretta ad una categoria specifica (le donne, gli avversari politici, gli alleati politici, gli omosessuali, i giudici, i giornalisti…) ma riesce a includere, in un colpo solo, tutti i milioni di italiani aventi diritto al voto. Probabilmente anni di frequentazione di ragazzine e leccaculi lo hanno convinto di avere la sovranità su un popolo di ebeti, incapace di prendere decisioni oggettive, scevre da condizionamenti emotivi.

Io sono un ingegnere e ho imparato a leggere lustri fa. Sono in grado di documentarmi ed arrivare davanti alla scheda del referendum con un’idea ben chiara sul perché  metto una croce su una casella e non sull’altra. Non c’è una risposta giusta in questo genere di cose: ci sono pro e contro sia nello scegliere si che nel decidere per il no. Si tratta solo di capire quale delle opzioni sia la più consona al modo di immaginarsi il proprio paese ideale. In questo momento la vedo così: l’energia nucleare può risolvere molti  problemi legati al fabbisogno energetico. Due disastri in 25 anni, con uno strascico di morte e distruzione nell’ordine dei secoli, suggeriscono che l’uomo dovrebbe fare un passo indietro ad accettare la propria incapacità tecnologica, per ora, a gestirla nel modo corretto.  Non prendo in esame considerazioni politiche o finanziarie: non dubito che, sia in un caso che nell’altro, ci sarà chi troverà il modo di fare un sacco di soldi e chi rimarrà con le tasche vuote.

Nel mio paese ideale le persone possono e devono esprimere un’opinione. Nel mio paese ideale il premier stimola gli elettori ad essere parte attiva della vita politica, e non li relega al ruolo di spettatori ottusi, che applaudono o contestano a comando, come negli spettacoli circensi, sotto lo sguardo paternalistico di qualcuno che si è autoproclamato imperatore. L’imperatore è nudo: finalmente lo posso vedere anche io; reclamo il mio diritto al voto di giugno e ad essere trattata come una persona senziente dal governo del mio paese.  

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One Comment to “Referendum emotivi”

  1. già. ma c’è ancora chi lo vede ben vestito.
    😦

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