Tre libri – Federica Tuzi – Goliarda Sapienza – Raul Montanari

I libri sono sempre stati il mio rifugio, la mia passione, il mio peggior vizio. Tra le letture recenti ne scelgo tre: quello che ho preferito, quello che ho letto ma non ho ancora deciso se mi piace o no, quello che ho chiuso senza finirlo. Per tutti scriverò perché li classifico in una di questi tre categorie, senza raccontarne la trama: è facile, nell’era di google, trovare schede libro e recensioni. 

Il preferito: Federica Tuzi – Non ci lasceremo mai

Ho sentito dell’uscita di questo libro per caso, in un programma televisivo, e me ne sono procurata una copia in ebook (L’argomento ebook in questo periodo mi interessa: ne scriverò in uno dei prossimi post). Non è un capolavoro ma è un romanzo onesto. Ho trascorso un pomeriggio piacevole in compagnia della protagonista e della sua ricerca del proprio posto nel mondo. La scrittura è agile, lieve; l’autoironia attraversa pagine e avvenimenti e tiene lontana l’autocommiserazione, nella quale, di solito, gli autori italiani si crogiolano, anche se lascia intuire che uscire dall’adolescenza non sia stato per nulla facile per Alessandra. Tra i banchi di scuola, in famiglia, nel viaggio iniziatico on the road, Alessandra va in cerca di una definizione per se stessa fino a capire che, anche se è inevitabile che il mondo senta il bisogno di classificarti con etichette, la libertà e la maturità derivano anche dal non accettarle e dal reclamare la propria individualità. Ho finito il libro sperando di poterne leggere il seguito. Un paio di citazioni. La prima frase rischia di diventare un bigliettino da bacioperugina anche se…alzi la mano una donna che  ai tempi del liceo non ha sognato almeno una volta la stessa cosa: “Quello che cercavo era qualcuno da amare, qualcuno con cui andare al cinema o a mangiare il gelato, qualcuno da baciare e di cui riempirmi la testa in attesa dell’appuntamento successivo”la seconda frase avrei voluto che qualcuno, ai tempi, la urlasse a me; o, forse, me l’hanno detta ma io non avevo il coraggio di ascoltarla: È da quando sono piccola che ti vedo chiusa qua dentro, non ho memoria di te che non sia in questa stanza.(…).  Ma non ti sei stancata di vivere tra quattro mura?(…)  Ma quand’è che ti decidi a uscire di prigione?”

Quello che ho letto ma non ho ancora deciso se mi piace o no : Goliarda Sapienza – L’arte della gioia

Modesta, la protagonista, è un personaggio a cui è impossibile rimanere indifferenti. E’ forte, è intelligente, è onesta con se stessa, non ha freni o inibizioni se sa cosa vuole, è libera di amare e di vivere la vita. Come non restare affascinati da questa eroina e dal mondo che si muove sullo sfondo? Lo stile invece mi è sembrato un po’ troppo roboante, la lettura, a volte, difficile. Da rileggere, in inverno.

Quello che ho chiuso senza finirlo:  Raul Montanari “L’esordiente”

Lo stile e la scrittura sono ineccepibili, niente da dire. Questo però è “un romanzo in io”, non solo perché è smaccatamente autobiografico, ma anche perché il protagonista ha un ego che deborda dalle pagine ed esce come in un libretto pop-up per bambini. Solo che non mi è molto simpatico ed è pesantemente afflitto dalla sindrome del troppofigo. Peccato perché, alla sua età, con la sua esperienza e competenza, l’autore dovrebbe essere uscito dal narcisismo dell’adolescenza da un pezzo. Circostanzio meglio il giudizio. Secoli fa ho partecipato ad un minicorso di scrittura creativa tenuto da Montanari. Ne sono uscita con appunti su quali libri o autori  considerava degni della sua approvazione e quali fossero feccia. Mi era sembrato di assistere, come spettatrice pagante, ad una recita autoreferenziale, accuratamente preparata. Più di recente ho partecipato ad un altro minicorso di scrittura, questa volta di Giulio Mozzi. Ne sono uscita con un elenco di libri e autori da leggere per acquisire strumenti critici, indipendentemente dai gusti dell’oratore, e con l’impressione di aver piacevolmente trascorso due giorni a condividere una passione con un gruppo di persone, mentre imparavo qualcosa di nuovo.  “L’esordiente” mi ha trasmesso le stesse sensazioni che avevo provato durante le lezioni dell’autore solo che, questa volta, è stato molto facile decidere di non starlo ad ascoltare, chiudere il libro dopo i primi capitoli, riportarlo in biblioteca e impiegare meglio il mio tempo.

3 commenti to “Tre libri – Federica Tuzi – Goliarda Sapienza – Raul Montanari”

  1. mi risulta simpatico come post, e mi viene un commentaccio per l’ultimo libro: per fortuna l’hai preso in biblioteca, se no ti rosicavi per non buttar via un libro (sacro) e ti toccava comprare un tavolo con le gambe un po’ storte pur di dargli un impiego…

    • Grazie! Non sarei stata seccata più di tanto. Causa acquisti compulsivi, da fremiti da titolo o da quarta di copertina, ho buttato via fortune in libri orrendi negli anni scorsi.
      Di recente ho imparato a passare in biblioteca prima. E poi c’è sempre una soluzione: per esempio tutti i De Carlo li ho rivenduti in blocco senza nessun rimorso…

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